MICHELA DEL CONTE

Contemporary Art

Quanto dista la memoria

 

Quanto dista la memoria - Michela Del Conte - 2015

Quanto dista la memoria – Michela Del Conte – 2015

Quanto dista la memoria - Michela Del Conte - 2015

Quanto dista la memoria – Michela Del Conte – 2015

Michela Del Conte
Quanto dista la memoria – Installazione – 2015
Legno, prato, lampada led colorata
Dimensioni ambientali

Disincanto

Michela Del Conte - Disincanto - 2014 - L'orto dell'arte - 1

Michela Del Conte – Disincanto – 2014

Michela Del Conte - Disincanto - 2014 - L'orto dell'arte - 2

Michela Del Conte – Disincanto – 2014

Michela Del Conte
Disincanto – Installazione – 2014
Carta, carbone, lampada fluorescente
Dimensioni ambientali

Microcosmo

E vanno gli uomini a contemplare le vette delle montagne, gli enormi flutti del mare, le lunghe correnti dei fiumi, l’immensità dell’oceano, il corso degli astri, e non pensano a se stessi.
(Agostino, Confessiones, X, 8,15)

Microcosmo - Carlo Nannicola - Michela Del Conte - Stefano Petrella - 2014 - 001

Microcosmo - Carlo Nannicola - Michela Del Conte - Stefano Petrella - 2014 - 005

Microcosmo

Carlo Nannicola, Michela Del Conte e Stefano Petrella

Installazione site-specific

Materiali: Ferro, legno, sale, stampe digitali.

Dimensioni: ambientali.

Anno: 2014

Lo spazio interiore, che viene rappresentato con l’installazione, tenta di stimolare lo spettatore sulla riflessione di Agostino: «Gli uomini se ne vanno a contemplare le vette delle montagne, e non pensano a se stessi» (Agostino, Confessioni, X, 8, 15). “MIcrocosmo” è inteso come uno spazio di riflessione del proprio Io nel suo percorso di autocoscienza.

Acqua viva

Michela Del Conte - Acqua viva - 2014

Michela Del Conte – Acqua viva – 2014

Michela Del Conte
Acqua viva – Installazione – 2014
Legno, stampa su carta da lucido, lampade fluorescenti
900 mm x 900 mm x 50 mm

L’acqua vivificante
di Marialuisa De Santis

Acqua viva è l’opera di Michela Del Conte. L’artista parte dal racconto giovanneo dell’incontro tra Cristo e la Samaritana. Moltissime nella storia dell’arte le rappresentazioni di questo episodio, la Samaritana, dopo la Maddalena è forse addirittura il personaggio del angelo più rappresentato. Il pensiero comunque, riferendoci a questo episodio, va subito alla famosa tela di Annibale Carracci, che attentissimo ai particolari, come voleva il periodo che stava vivendo, quello della Controriforma, si attiene perfettamente al narrato evangelico. La Samaritana si trova al centro della scena, Cristo ha la mano sul cuore: il colloquio è evidentemente già avvenuto e la donna sta correndo per darne testimonianza, abbandonando l’anfora ai piedi del pozzo di Giacobbe.

Carracci rappresenta anche i discepoli che tornano dall’approvviggionamento del cibo: riusciamo tra loro a riconoscere Giovanni e Pietro, rappresentati secondo l’iconografia tradizionale.

Ma dell’episodio evangelico, da un punto di vista teologico, conta soprattutto ciò che Gesù dice alla donna:”Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna”1.

Del Conte con operazione concettuale elimina la sequenzialità del racconto ed enfatizza solo le parole di Cristo che spingono verso la conoscenza dell’acqua che ci renderà eterni. Per rappresentare l’acqua viva si affida unicamente al colore:”Non, la couleur m’est pas un luxe. Elle me fait entrer dans l’intimité de l’être”2 (No, il colore non è un lusso. Esso mi fa entrare nell’intimità dell’essere) ha scritto Guitton, teologo e artista profondamente cristiano. E Dio per Sant’Agostino, si trova proprio “più al di dentro del centro dell’uomo, nell’intimità dell’essere, allo stesso modo che più in alto del suo punto più alto”3. […]


* Marialuisa De Santis, Credere la luce 4, Giulianova, Edizioni Fondazione Piccola Opera Charitas, 2014, p. 53.

  1. Giovanni 4, 13-15.
  2. Jean Guitton, Portraits et circostances, Paris, Desclée de Brouwer, 1989, p. 179.
  3. Agostino, Confessioni, III, 6, 2.

“Non vi è cosa più intatta di un cuore spezzato”

Michela Del Conte - "Non vi è cosa più intatta di un cuore spezzato" - 2014

Michela Del Conte – “Non vi è cosa più intatta di un cuore spezzato” – 2014

“Non vi è cosa più intatta di un cuore spezzato”
Zvi Kolitz, Yossl Rakover si rivolge a Dio

Installazione
Pietra, ferro, acrilico spray
Dimensioni variabili – 2014

Introspecto

« Non uscire fuori di te, ritorna in te stesso: nell’interiorità dell’uomo abita la Verità, e se troverai la tua natura mutabile, trascendi anche te stesso. »
(Agostino, De vera religione, XXXIX)

2013 - Introspecto - Michela Del Conte

2013 – Introspecto – Michela Del Conte

Installazione
Legno, prato, proiettore, diapositiva
600 mm x 500 mm x 500 mm – 2013

Euro-Ostia @ “Cena d’artista”

2013 - EURO-OSTIA - Michela Del Conte

2013 – EURO-OSTIA – Michela Del Conte

2013 - EURO-OSTIA - Michela Del Conte

2013 – EURO-OSTIA – Michela Del Conte

L’opera EURO-OSTIA presentata presso Cena d’artista, un evento a cura di Andrea Panarelli – 25 luglio 2013 – L’Aquila

Euro-Ostia

Michela Del Conte - Euro-Ostia - 2013

Michela Del Conte – Euro-Ostia – 2013

Stampa
Stampa a secco su ostia edibile
Dimensione Ø 6 cm – Tiratura 100 copie – 2013

L’Aquila bella sè

L’Aquila bella se’? Forse si, forse no.

La città è privata, privata dei suoi cittadini e viceversa. La città è un affare privato.

L’opera, in continuo cambiamento, pulsa davanti lo spettatore, offrendo ciclicamente la possibilità di una visione lucida della città.

2013-L_Aquila-bella-se-Michela-Del-Conte-Carlo-Nannicola

L’Aquila bella se’

Carlo Nannicola e Michela Del Conte

Installazione ambientale multimediale

Materiali: proiettori, diapositive 36×24 mm, grafite, colori a spirito, hardware e software open-source

Dimensioni: ambientali

Anno: 2013

[…] l’installazione multimediale ambientale L’Aquila bella sé realizzata per “Il piatto è servito”da altre due promettenti leve giovanili, Carlo Nannicola e Michela Del Conte, formatisi nell’Accademia di Bella Arti dell’Aquila. Ecco l’assunto della loro motivazione poetica: “L’Aquila bella sé: Forse sì, forse no. La città è privata, privata dei suoi cittadini e viceversa. La città è un affare privato. L’opera, in continuo cambiamento, pulsa davanti lo spettatore, offrendo ciclicamente la possibilità di una visione lucida della città”. Con un insieme di alchimie operative analogiche e digitali, due diapositive di cm. 36×24 mm., opportunamente trattate con grafite, colore e spirito, proiettate poi ingigantite sul muro di una stanza completamente al buio utilizzando anche hardware e software open-source, è concentrata tutta la disperazione, ma anche la speranza, di nuovi orizzonti non ancora a portata di mano. Accanto l’ammutolita scena di macerie, una mostruosa ruspa ed una minuscola quanto spaesata donnina vestita di nero. Sulla sinistra uno striato cuore pulsante alimentato dall’immaginario collettivo della zona rossa, ritmato dai rumori analogici provenienti, come una sinistra eco, dall’altro fotogramma. Idealmente in mezzo, lo spettatore: terremotato e non. […]

Antonio Gasbarrini

3,1415926535…

2012 – 3,1415926535 – Carlo Nannicola – Michela Del Conte – foto di Marco Buccione

2012 – 3,1415926535 – Carlo Nannicola – Michela Del Conte – foto di Marco Buccione

3,1415926535…

Carlo Nannicola e Michela Del Conte

Installazione multimediale

Materiali: carta, stampante ad aghi, legno, hardware open source

Dimensioni: ambientali

Anno: 2013